Particolari ininfluenti. L’importante è che Massimino fortissimamente
vuole l’alleanza con l’Udc. Delle smentite di Nichi Vendola o dei
posizionamenti tattici del suo segretario non gliene può fregare di
meno, e stavolta proprio non lo si può accusare di tenerceli i propri
intendimenti: «Bersani ha spiegato che vogliamo l’unità dei progressisti
con Sel ma riteniamo che il governo debba nascere dall’alleanza con i
moderati». Traduzione in italiano corrente: “Checché ne dica Bersani il
nostro obiettivo è annettere Sel prima delle elezioni e fare il governo
con Casini dopo le elezioni”.
Basta così? Macchè. Il geniaccio del botteghino vuole anche, e anzi
soprattutto, una politica in assoluta continuità con quella di Monti.
«Non intendiamo smontare le riforme», e chi ha da capire capisca. Vuole
che a dare l’incarico di formare il governo, dopo le elezioni, sia
Giorgio Napolitano, anche se l’agenda assegnerebbe il delicato compito
al suo successore, e pretende pure un marchingegno elettorale che,
giocando sulle dimensioni delle circoscrizioni coniugate con la soglia
di sbarramento, tenga fuori dal Parlamento i rompiscatole. Cosa mai Sel
troverà di utile per la sinistra nell’alleanza con chi coltiva progetti
simile resta inspiegato.
Certo, si può dire che le opinioni di Massimo D’Alema impegnano solo
D’Alema Massimo e che il Pd può tranquillamente non seguire le sue
indicazioni. Basta riuscire a non mettersi a ridere mentre lo si dice…
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