venerdì 25 luglio 2014

Gaza, quattro Regioni firmano la convenzione per gli aiuti sanitari. Flamini: «Umbria si dissoci da astensione Italia all’Onu»

Mercoledì sera oltre 500 persone hanno sfilato per le vie del centro di Perugia chiedendo la fine della strage di Gaza 
Gaza, quattro Regioni firmano la convenzione per gli aiuti sanitari. Flamini: «Umbria si dissoci da astensione Italia all’Onu» 
Erano circa 500 le persone che mercoledì sera hanno sfilato per le vie del centro storico a Perugia chiedendo il cessate il fuoco della guerra in corso nella Striscia di Gaza. Erano circa una ventina le associazioni che hanno aderito alla manifestazione. Poche ore dopo, a Roma, è stata firmata una Convenzione di collaborazione tra Ministero degli Esteri e le Regioni Umbria, Sicilia, Toscana e Campania, che prevede di rafforzare il sistema sanitario palestinese, con l’obiettivo di una maggiore promozione della salute e delle azioni di prevenzione delle malattie croniche.
Le quattro Regioni metteranno a disposizione del programma, che punta a potenziare il sistema di cure primarie per il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione della Cisgiordania e di Gaza, risorse professionali provenienti dai rispettivi Servizi Sanitari Regionali, con esperienza specifica in determinati settori di eccellenza (per la Campania la salute mentale; per la Sicilia le malattie croniche; per la Toscana la salute delle donne; per l’Umbria la disabilità).
Marini «Siamo orgogliosi di poter contribuire a rafforzare la rete sanitaria palestinese, soprattutto in un momento drammatico come l’attuale – ha dichiarato la presidente Catiuscia Marini – anche in considerazione del fatto che si tratta di un sistema oggi debole e diviso tra i territori della Cisgiordania e la Striscia di Gaza, che necessita di interventi significativi, affinché possa essere nel tempo più stabile e adeguata». Inoltre la presidente Marini, dopo aver informato che in sede di Conferenza dei presidenti delle Regioni italiane si adopererà affinché possa allargarsi il numero delle Regioni da coinvolgere in questo progetto, ha anche auspicato una maggiore cooperazione tra Ministero degli Esteri ed il sistema istituzionale delle Regioni “al fine di individuare modalità che facilitino il più possibile la mobilità verso l’Italia di pazienti palestinesi che necessitano di prestazioni sanitarie particolari e di alta specialistica”.
Posit Il Programma POSIT, finanziato dalla Cooperazione italiana con 5,4 milioni di Euro, intende rafforzare il sistema di cure primarie e i servizi di emergenza mediante la fornitura di attrezzature medicali e lo sviluppo delle competenze del personale sanitario con un articolato programma di formazione. L’intervento favorirà l’accessibilità ai servizi essenziali del sistema sanitario palestinese, con particolare riferimento ai servizi ostetrici, alla medicina di famiglia, alla prevenzione e il controllo delle malattie non comunicabili, alla salute della donna e la violenza di genere, la salute mentale e la disabilità. La Convenzione segue un modello di intervento integrato tra la cooperazione governativa italiana e i partenariati tra territori, che è già stato sperimentato con la ASL Roma A, con la quale è già in vigore dal marzo 2014 un’ analoga convenzione per attività di formazione nell’ambito dello stesso programma.
Flamini: Umbria si dissoci da astensione Intanto, con 29 voti a favore su 47 Stati membri, il Consiglio per i diritti umani dell’ONU, su richiesta dei Palestinesi, si è espresso per l’apertura di un’inchiesta internazionale sull’operato israeliano e sulla dimensione della sua offensiva a Gaza. Hanno votato contro gli Stati Uniti d’America. L’Italia e altri paesi europei, tra i quali Germania, Francia, Inghilterra si sono astenuti. «Con questo voto – dice il segretario provinciale del Prc di Perugia Enrico Flamini – siamo di fronte all’ennesima vergogna per il nostro paese e per questa Europa. L’attacco di terra sta utilizzando i mezzi più brutali e sanguinari e sta colpendo ed uccidendo solo innocenti. Gaza è semplicemente una prigione a cielo aperto, tra macerie, cadaveri e profughi. Perugia ha dato una grande prova anche alla manifestazione di ieri, dimostrandosi una città che chiede pace, libertà e giustizia. Sebbene la Presidente Marini si sia resa protagonista di una lettera-appello rivolta alle Regioni italiane e della definizione di una convenzione per rafforzare la rete sanitaria, crediamo che serva da subito un salto di qualità vero rispetto all’ignavia di Renzi e del suo governo. La Palestina rischia semplicemente di sparire se l’azione militare del governo israeliano continuerà con questa violenza. Per questo, viste le positive relazioni culturali, sociali ed economiche di cooperazione e di pace che la nostra regione ha storicamente con la Palestina, il governo regionale può e deve intervenire subito sul governo nazionale, dissociandosi dal voto all’Onu e chiedendo allo stesso governo nazionale un’espressione chiara per l’immediato cessate il fuoco».
da Umbria24.it

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