martedì 20 gennaio 2015

Sinistra alla prova —  Riccardo Chiari

Altra Europa. Dall'affollato appuntamento al Nuovo cinema Nosadella scattano i due mesi per aderire sul sito listatsipras.eu al manifesto “Siamo a un bivio”, ma anche alle sue integrazioni, agli emendamenti, o alla proposta alternativa dei comitati movimentisti. Esame finale, in vista dell'assemblea costituente di marzo.
Una casa non si costrui­sce in un giorno. Se poi vuole essere quella “della sini­stra e dei demo­cra­tici ita­liani”, gli inge­gneri, archi­tetti, geo­me­tri, mura­tori, imbian­chini, elet­tri­ci­sti, idrau­lici e arre­da­tori che ci lavo­rano hanno molti pro­blemi sup­ple­men­tari da affron­tare e risol­vere. Com­presa una com­pa­ti­bi­lità ambien­tale della strut­tura all’altezza delle ambi­zioni. Per­ché l’obiettivo è quello di pre­sen­tare all’intero paese, e alla sua sem­pre più fran­tu­mata società, una pro­po­sta di aperta rot­tura con lo stato delle cose. Di alter­na­tiva al libe­ri­smo che negli ultimi 40 anni l’ha pro­gres­si­va­mente fatta da padrone in quasi tutto il pia­neta. Con i risul­tati noti, a par­tire dall’aumento espo­nen­ziale delle disu­gua­glianze. Con pochis­simi sem­pre più ric­chi, e la mol­ti­tu­dine ormai scon­fi­nata degli “have nots”.
Così, dopo l’affollata, coin­vol­gente gior­nata di dome­nica, appa­iono quasi fisio­lo­gi­che le ten­sioni del lungo sabato notte dell’assemblea dell’Altra Europa. “E’ stato un grande e fati­co­sis­simo eser­ci­zio di demo­cra­zia”, rie­pi­loga Mas­simo Torelli. Al ter­mine del quale sono scat­tati i due mesi durante i quali la pro­po­sta (ampia­mente) più sot­to­scritta — il mani­fe­sto “Siamo a un bivio” — ma anche le sue inte­gra­zioni, gli emen­da­menti, e la pro­po­sta alter­na­tiva del gruppo di comi­tati locali più “movi­men­ti­sti”, verso i quali va avanti l’offerta di far parte del nuovo “comi­tato ope­ra­tivo di tran­si­zione”, si offrono al banco di prova finale. “Tutti siamo stati d’accordo nel pro­porre l’intera gamma delle posi­zioni emerse in que­sti giorni – spiega Roberta Fan­tozzi – e le ade­sioni che saremo capaci di avere diranno quanto que­sto pro­getto viva nel paese”. Tutto sul sito “lista​tsi​pras​.eu”. Dove, ai 1.500 che hanno già fatto cono­scere il loro giu­di­zio, l’Altra Europa punta ad aggiun­gere nelle pros­sime set­ti­mane almeno uno zero.
La fre­ne­tica sera del sabato ha finito per con­fon­dere anche il cro­ni­sta del mani­fe­sto, che ha coin­volto loro mal­grado i gio­vani di Act in una discus­sione da loro impo­stata in modo del tutto diverso. Con la richie­sta, casi mai, di un rin­no­va­mento del modo con cui la poli­tica odierna opera: “Le dina­mi­che pat­ti­zie, dall’alto, sof­fo­cano – ha osser­vato al riguardo Clau­dio Ric­cio – d’altronde i movi­menti solo dal basso non bastano”. Parole lucide ma com­prese solo a fatica nella discus­sione not­turna, quando l’assemblea ha lasciato il Nuovo cinema Nosa­della e si è tra­sfe­rita in una sala vicina. Lasciando il passo, iro­nia del caso, agli spet­ta­tori di “Exo­dus”. Del biblico, acci­den­ta­tis­simo viag­gio di Mosè e del suo popolo per tor­nare nella terra di Abramo.
Sul piano del metodo comun­que il sabato notte ha por­tato a ritro­vare inter­lo­cu­zione poli­tica fra tutte le com­po­nenti dell’assemblea. Pronte, a quel punto, a pren­dere parte ad una inte­res­san­tis­sima ses­sione dome­ni­cale. Segnata dalla con­cre­tezza dei temi in discus­sione, a par­tire dalla que­stione del debito con gli inter­venti di Felice Roberto Piz­zuti, Luigi Pan­dolfi, Ugo Boghetta. Poi a una lucida disa­mina del jobs act fatta da Pier Gio­vanni Alleva. E con l’ennesima dimo­stra­zione della popo­la­rità e neces­sità del con­flitto sociale, a giu­di­care dagli applausi alle testi­mo­nianze di lotte e ver­tenze nel paese: dalla Fiom alle resi­stenze con­tro le pri­va­tiz­za­zioni, lo Sblocca Ita­lia e le grandi opere. Oltre che le cam­pa­gne per il red­dito e il lavoro e per la scuola pub­blica in Ita­lia, insieme alle mobi­li­ta­zioni euro­pee di Bloc­cupy con­tro la Bce fatta dal Tpo, a quella pro­po­sta da Giu­seppe Petrella, e le altre cam­pa­gne con­tro il “TTIP” e la “For­tezza Europa”.
“Per me l’unità è la capa­cità di costruire con­nes­sioni – tirava le somme nel frat­tempo l’europarlamentare Eleo­nora Forenza, sem­pre pre­sente in ogni momento dell’assemblea – per una sini­stra che rie­sca ad avere un potere dif­fuso nella società”. La ratio ultima, a ben guar­dare, dal mani­fe­sto “Siamo a un bivio”, da lei fir­mato insieme fra gli altri a Cur­zio Mal­tese, Marco Fur­faro, Paolo Fer­rero e Gianni Rinal­dini. Men­tre il finale è stato tutto di Argi­ris Pana­go­pou­los di Syriza: “Scappo via – ha detto pro­vo­cando un’ovazione – per­ché siamo al 35% e se andiamo tutti in Gre­cia si arriva al 36%. E ricor­da­tevi di por­tare con voi le ban­diere dell’Altra Europa”.

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