mercoledì 15 luglio 2015

Facile la vita, per i Giugasvili del Bel Paese



Tsipras da sei mesi deve trovare i soldi per pagare pensioni e stipendi di qualche milionata di morti di fame. Quelli che gli danno del traditore sono su facebook a postare slogan.
di Turi Comito.

Che il partito unico del pensiero unico (PD, forzitalia e soci) dia del cretino ad Alexis Tsipras, lo trovo assolutamente legittimo e normale. Fa parte della polemica e della battaglia politica attaccare l'avversario con argomenti veri o falsi in maniera da portare acqua al proprio mulino.
Ma che a dargli del cretino o peggio ancora del "traditore" (secondo la più putrefatta delle tradizioni para staliniste) siano certi residuati politico-psicanalitici come molti rivoluzionari tuttidunpezzo al fresco del condizionatore di casa e con l'ultimo modello di iPad sulle cosce, comodamente sdraiati sul divano, è francamente patetico oltre ogni sopportabilità.
Perché probabilmente sfuggono a molti di questi novelli Giuseppe Giusgasvili le condizioni nelle quali ha dovuto operare Tsipras e le condizioni nelle quali stanno loro.
Facciamo un confronto giusto per divertimento (si fa per dire).
Tsipras in quattro anni ha messo su un partito di SINISTRA che ha vinto le elezioni.
I Giusgasvili nostrani da una ventina d'anni si dilettano a fare politica scindendo gli atomi della sinistra residua e accusando tutti gli altri atomi di sinistra di essere dei venduti, dei trozkisti (o stalinisti, a seconda di chi parla) e dei servi del Capitale. Nel frattempo il Capitale ha piallato qualunque pensiero critico in circolazione o quasi.
Tsipras in sei mesi di governo ha dovuto fronteggiare, almeno due volte a settimana, altri 18 potenti leader europei tutti incazzati come iene (e lo sono di fatto e diritto) per il solo fatto di avere vinto le elezioni e detto che avrebbe ripagato i debiti ma con calma e a nuove condizioni. E questo senza contare tutte le riunioni e sotto riunioni con funzionari e satrapi vari interni ed esterni al suo paese.
Il Giusgasvili della situazione in sei mesi ha postato su facebook centinaia di foto inneggianti alla rivoluzione proletaria, migliaia di scritti di fuoco contro le banche e milioni di foto del suo gatto.
Tsipras da sei mesi deve trovare i soldi per pagare i debiti, pagare le pensioni e gli stipendi di qualche milionata di morti di fame, fronteggiare l'immigrazione dal medio oriente in fiamme. I soldi però non li ha. E recuperarli, visto che non esporta petrolio ma formaggio per insalate, non è facile.
Il Giusgasvili italico ha la pancia piena e la sua preoccupazione principale, da gennaio, è la prova costume per l'estate che si avvicina minacciosa.
Tsipras è inseguito dai creditori europei e altri creditori non ne trova a meno di doversi alleare con la santa madre Russia e accettare con rilassatezza una pallottola in fronte da parte di qualche alleato che tiene molto alle basi militari Nato/Usa sul territorio del suo paese.
Il Giusgasvili de noantri è inseguito da feroci preoccupazioni. Tipo: speriamo la Juve vinca contro il Barça. Oppure speriamo questi ladri juventini perdano contro il Barça.
Tsipras ha dovuto, dopo sei mesi di guerra, capitolare di fronte ad un nemico soverchiante, arrogante, micidiale e compatto (non un solo cornuto al governo di uno qualunque dei paesi euro ha MAI, manco per scherzo, provato a difendere le ragioni di Tsipras). Ha capitolato pur di trovare i soldi per pagare pensioni e medicinali per una popolazione allo stremo.
Il Giusgasvili del bel paese in questi sei mesi ha dovuto invece fronteggiare un inverno freddissimo e un'estate torrida. Ma, grazie alle pompe di calore, è ancora in circolazione.
E dispensa consigli.
Tipo uscire dall'euro e stamparsi la dracma. In pochi giorni. Senza problemi.
Proprio come fa lui che quando è a corto di spiccioli prende il ciclostile conservato in cantina, stampa cento rubli e paga con quelli il salumaio per un etto di feta.
Facile la vita per i Giusgasvili italiani.

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