
Da una parte abbiamo lo strano caso di Moody’s, organizzazione operante nel riciclaggio di detriti finanziari tossici (* vedi nota in fondo) che pochi giorni fa aveva sospeso il giudizio sull’Italia, ma che oggi inneggia in via ufficiosa alla macelleria sociale, diretta o indiretta, che viene attuata attraverso il job act e la legge di stabilità. Evidentemente uno dei bracci secolari dell’ideologia stragista di diritti e di democrazia vuole prima vedere lo scalpo politico che è poi l’unica cosa che gli interessi. Dall’altra abbiamo la favola dei 30 miliardi di Renzi, di cui 18 di tagli di tasse che miracolosamente non porterebbero a superare il 2,9% di deficit e un terzo dei quali dovrebbe essere destinato a spesa in deficit. Insomma una specie di raccontino per bambini, fino a ieri ritenuto impossibile, ma che oggi viene accreditato come realistico per poi esprimere sorpresa sul fatto che l’Europa abbia seri dubbi su questi conti.

Tutto questo dentro un quadro farsesco in cui gli eventuali sgravi fiscali andrebbero tutti a vantaggio dell’offerta, mentre i tagli con cui si finanzierebbe l’operazione sarebbero comunque potature di risorse che incidono negativamente sulla domanda: insomma l’esatto contrario che si dovrebbe fare poiché l’offerta senza domanda prende i soldi generosamente concessi e li mette altrove visto che è inutile produrre di più. Le bugie renziane affondano le radici in una bugia più globale il cui naso si allunga ogni mese che passa. Tanto che da una certa e gloriosa uscita dalla crisi proclamata urbi et orbi un anno fa come verità teologica, si è passati a un fosco panorama di rallentamento generale dell’economia europea e globale, con fondamentali, paradossi finanziari e pericoli ancora peggiori che nel 2008. Così è possibile anche una terza ipotesi: che Renzi ottenga un qualche sconto da Bruxelles in vista di elezioni nel 2015, vale a dire l’ultimo orizzonte temporale possibile per tenere in piedi con lo sputo il gigantesco bluff politico e contabile di cui l’Italia è vittima. Tentare di andare oltre in una situazione globale destinata a farsi sempre più incerta, invece di approdare a quel miglioramento che avrebbe dato a Renzi la chiave dell’intera legislatura, non è più pensabile. E certo per l’Europa e per le cupole finanziarie sarebbe un problema fare a meno di un maggiordomo così solerte e così bugiardo.
*Moody’s come le altre agenzie di rating fanno finta di non accorgersi del giochino delle multinazionali che comprano le proprie stesse azioni simulando così un utile che non esiste e rimpolpando le tasche di azionisti e manager. I soldi vengono quasi sempre dalle banche d’affari che ricevono denaro a costo zero dalle banche centrali e consentono di continuare questo circolo vizioso. Ecco perché vengono chiesti a tutto spiano quantitative easing oppure le borse tremano ogni volta che la Fed ipotizza di rallentare la stampa di enormi quantitativi di dollari.
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