giovedì 30 ottobre 2014

Intervista a Ferrero da Kobane “Curdi in trappola tra Isis e Turchia” – il Fatto quotidiano


Intervista a Ferrero da Kobane “Curdi in trappola tra Isis e Turchia” – il Fatto quotidiano
La missione di Ferrero “Curdi in trappola tra Isis e Turchia”
Di Mariateresa Totaro – Il fatto quotidiano -
La Turchia preferisce armare l’Isis, piuttosto che aprire un dialogo con i curdi, che fanno proposte democratiche di gestione del territorio. E la situazione dei profughi è una vera emergenza”. Da Suruc, avamposto turco di fronte alla città-martire siriana di Kobane, Paolo Ferrero, segretario del Prc in visita insieme a una delegazione del Partito della Sinistra europea, lancia l’allarme.
Cosa ha trovato al suo arrivo?
La situazione è tragica. Ci sono più di 100-150 mila profughi. E non sono cifre ufficiali perché il governo turco non se ne occupa. Ha organizzato l’accoglienza forse di 7 mila persone.
Chi accoglie i profughi?
Gli unici che se ne stanno occupando sono le autorità locali, le municipalità curde, che provvedono come possono a fornire assistenza, a dare cibo, medicine, vestiti. Un allarme umanitario che peggiorerà con l’inverno, perché qui fa freddo e questa gente non ha un posto per ripararsi. In pochi mesi ci sono città che con l’arrivo dei profughi hanno raddoppiato il numero di abitanti. Mancano servizi d’ogni genere.
Coma sta reagendo la gente?
Ho visto un’enorme partecipazione alla battaglia di Kobane. La gente ha paura, si vede il fumo, si sentono i colpi di mitragliatrice. E i curdi protestano per la mancanza di un corridoio umanitario. Sono gli unici che combattono l’Isis, ma il governo turco li ostacola.
Come?
Per contrastare l’isis i curdi hanno bisogno di armi pesanti, non di qualche fucile. Invece la Turchia, piuttosto che accogliere le loro proposte democratiche, preferisce sostenere lo Stato islamico, fornendogli le armi. Il governo vede le cose al contrario, considera i curdi la vera minaccia e poi manda cento persone a combattere, è un gesto di facciata.
Lei ha definito i terroristi dell’Isis dei “nazisti”
In realtà non io. Qui, a Suruc, tutti parlano di fascisti e nazisti quando si riferiscono ai guerriglieri dello Stato islamico. E in effetti lo sono, perché chi non è sunnita non viene emarginato, viene ammazzato. Non è vero che combattono, ammazzano e basta in nome della religione sunnita. Una pulizia etnica in nome della religione.
Gli Usa sembrano gli unici in grado di fermare l’Isis.
Gli unici che stanno combattendo questi terroristi sono le milizie popolari curde. Gli Usa, se proprio volessero fare qualcosa, dovrebbero smettere di fornire armi all’Isis attraverso il Qatar e l’Arabia. È ridicolo: vogliono combatterli, ma li hanno armati loro, mica l’Australia.
È solo un problema di armi?
Non solo. Ci vorrebbero politiche internazionali che appoggino soluzioni pacifiche e di coesistenza di etnie e religioni. Non come si è fatto in Iraq o in Libia. Gli Stati Uniti hanno destabilizzato queste terre, escludendo la cooperazione. Le armi dovrebbero darle a chi combatte l’Isis.
L’Europa ha delle colpe?
È vergognoso che Ue e Usa considerino il partito dei lavoratori Pkk una formazione terrorista.
Cosa le raccontano politici e parlamentari turchi?
Si lamentano del fatto che il Parlamento turco fa orecchi da mercante e non vuole occuparsi dei profughi.
La difesa del popolo curdo sembra essere una priorità per la Sinistra europea. Perché?
I curdi hanno il diritto di autodeterminarsi. Sono un faro di civiltà in quest’area e propongono una forma di democrazia partecipata che fa paura alla Turchia. Chi avanza tali proposte, a pochi chilometri dall’Europa, va difeso. È una causa giusta che noi difendiamo, non siamo certo il Pd che ormai pare la destra e ha dimenticato certe battaglie.

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