L'opera
di Samuel Beckett “Waiting for Godot” racconta la storia di Didi e
Gogo, due clochard che in una solitaria strada di campagna attendono un
certo “signor Godot”. I due, lamentandosi tra loro del freddo e della
fame, litigano su futili e banali argomenti, decidendo di spostarsi
senza però fare mai un passo. Il dramma esistenziale dei due
protagonisti consiste nel fatto che entrambi attendono un avvenimento
senza però far nulla affinché questo si realizzi.
Oggi, il
palcoscenico politico del teatro dell'assurdo, ci offre una
straordinaria messa in scena dell'opera di Beckett: Didi Vendola e Gogo
Civati, sono riusciti infatti ad abbandonare ogni elemento politico
razionale, riuscendo a rompere ogni legame tra parola ed azione.
Entrambi invocano la creazione di qualcosa a sinistra, che per Civati
prende l'arcaico nome di Ulivo, il cui leader Vendola vorrebbe
addirittura far diventare Presidente della Repubblica.
Un'interpretazione memorabile nel contesto politico attuale dell'opera
beckettiana che solo dei campioni del paradosso potevano inscenare.
"Dobbiamo costruire un luogo, una grande casa" a sinistra "per dare riparo a chi è al gelo - ha detto retoricamente Vendola - "O troviamo un luogo dove farlo o vuol dire che siamo solo dei chiacchieroni." Il leader di Sel ha poi proseguito dicendo che "Noi non aspettiamo Civati come fosse Godot, sia chiaro ma dobbiamo valorizzare il coraggio delle sue prese di posizione, aspettando che la crepa che si sta aprendo nel Pd sia sempre più profonda". Pronta la risposta di Civati alle parole di Vendola : "Non si tratta di aspettare me o Godot ma di tornare ad avere quello che una volta si chiamava Ulivo. Capisco l'esigenza di Sel di tornare ad un protagonismo maggiore a sinistra del Pd, ma non è questione di aspettare me". Interessante anche l'ambientazione scenica, a fare da sfondo allo scambio di battute sono state le primarie del PD in Liguria. Sel, ancora una volta per le elezioni regionali, come in Emilia e in Calabria, ha ben pensato di allearsi con il partito delle grandi opere mentre Civati continua a minacciare scissioni ma resta immobile. Sta a vedere che Godot è Matteo Renzi!
"Dobbiamo costruire un luogo, una grande casa" a sinistra "per dare riparo a chi è al gelo - ha detto retoricamente Vendola - "O troviamo un luogo dove farlo o vuol dire che siamo solo dei chiacchieroni." Il leader di Sel ha poi proseguito dicendo che "Noi non aspettiamo Civati come fosse Godot, sia chiaro ma dobbiamo valorizzare il coraggio delle sue prese di posizione, aspettando che la crepa che si sta aprendo nel Pd sia sempre più profonda". Pronta la risposta di Civati alle parole di Vendola : "Non si tratta di aspettare me o Godot ma di tornare ad avere quello che una volta si chiamava Ulivo. Capisco l'esigenza di Sel di tornare ad un protagonismo maggiore a sinistra del Pd, ma non è questione di aspettare me". Interessante anche l'ambientazione scenica, a fare da sfondo allo scambio di battute sono state le primarie del PD in Liguria. Sel, ancora una volta per le elezioni regionali, come in Emilia e in Calabria, ha ben pensato di allearsi con il partito delle grandi opere mentre Civati continua a minacciare scissioni ma resta immobile. Sta a vedere che Godot è Matteo Renzi!
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