lunedì 1 ottobre 2012

Fiscal compact, a Parigi nasce l'opposizione europea all'austerity. Decine di migliaia al corteo



Alcune decine di migliaia di persone sono scese in piazza oggi a Parigi per dire no all'Europa dell'austerità. La manifestazione, patrocinata da un cartello di circa 60 organizzazioni europee, tra cui il Front de gauche, di Jean-Luc Mélenchon, e la Federazione della sinistra, è partita alle 13.30 da place de la Nation e si è conclusa a place de l’Italiè poco dopo le due del pomeriggio. "Questo è il giorno in cui il popolo francese si schiera contro la politica di austerità", ha detto Mélenchon, sottolineando la presenza al suo fianco di parlamentari europei della sinistra radicale di nazionalità spagnola e portoghese. Si è trattato in pratica del primo corteo della sinistra antagonista europea contro il fiscal compact, contro l'austerita' e piu' in generale contro la politica del presidente socialista Francois Hollande.

A due giorni dall'inizio dell'esame in Parlamento del Fiscal compact, prende il via la ''resistenza!'', come è stato urlato durante il corteo, prende il via un movimento che ha già stabilito alcune scadenze imminenti, come il 27 ottobre in Italia. Sempre in Francia, l'8 ottobre scenderanno in piazza a Parigi anche i sindacati per protestare contro il governo, in questi giorni in particolare difficolta' sul fronte delle imprese che chiudono o mettono i lavoratori in cassa integrazione.

Tra gli altri, Paolo Ferrero, Pierre Laurent, e gli ex candidati del Nuovo partito anticapitalista, Philippe Poutou e Olivier Besancenot. Non sono intervenuti rappresentanti ufficiali della sinistra socialista dissidente con la politica del governo ne' dei verdi, apertamente anti-Fiscal compact, ma secondo Melenchon i militanti di queste componenti sono numerosi nel corteo.
"Ho partecipato a una grandissima manifestazione – ha dichiarato Ferrero -- Oltre 80mila persone in piazza, organizzata dal Front de Gauche contro il Fiscal Compact. In Francia la sinistra ha indetto questa mobilitazione per chiedere che si faccia un referendum e sia il popolo a decidere di questo scellerato patto europeo che porterà in Italia a tagli della spesa pubblica per 45 miliardi l'anno per vent'anni. Ma per colpa dell'oscurantismo della politica e di buona parte dei media in Italia l'approvazione del Fiscal Compact è passata pressoché sotto silenzio”. Ferrero ha ricordato il prossimo 27 ottobre: “Saremo in piazza, insieme ad associazioni, movimenti, sinistra diffusa, contro il Fiscal Compact, per il No Monti Day, per dire che questa crisi non la devono pagare i popoli, che la speculazione va fermata con politiche totalmente diverse, non con i tagli allo stato sociale e il massacro dei diritti dei lavoratori".

La Gue/Ngl, Sinistra unita europea, ha deciso di portare il Fiscal Compact davanti alla Corte di giustizia dell’Ue perché, come ha dichiarato la presidente Gabi Zimmer, “viola il Diritto comunitario sia dal punto di vista materiale che formale”. Ma per farlo vuole prima provare ad avere l’appoggio del Parlamento europeo, un’eventualità che sembra piuttosto difficile da raggiungere visto che diversi partiti nazionali facenti capo ai Socialisti e Popolari europei lo hanno già approvato. Ma per la Zimmer non è una missione impossibile: “Il Fiscal Compact ha creato un malcontento trasversale in Aula perché ancora una volta il Parlamento europeo è stato messo da parte e privato delle sue competenze. E sono tanti ad essere stanchi di tutto questo”.

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